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Il Hijab: la mia battaglia

Il Hijab: la mia battaglia

Ciaoūü§ć, questa √® la mia storia:

Tutto è partito perché volevo essere uguale a mia madre (che lo portava). Guardavo come stava bene a lei e SOPRATTUTTO guardavo come lei lo amava. Non so se ve ne siete mai accorte, ma quando vedi che una persona ama immensamente qualcosa, cominci a percepire il suo amore e, a volte, quel qualcosa inizia a trasmettere anche a te Bellezza e Purezza (che scrivo con la lettera maiuscola per evidenziare il forte significato che queste parole assumono nel mio contesto). Quindi, da piccola cercavo ogni scusa possibile per metterlo e uscire con il velo come lei, ma ovviamente non me lo permetteva perché ero troppo piccola.

Poi, all'et√† di tredici anni, mi arriv√≤ il ciclo e io sapevo benissimo cosa significasse: immaginate, rispetto alla maggior parte delle mie coetanee, io ero felicissima di questa cosa perch√© sapevo che avrei finalmente potuto mettere l'hijab. E cos√¨ fu, con qualche difficolt√† all'inizio: mia madre voleva che aspettassi ancora un po', perch√© sapeva benissimo che non ne capivo appieno il significato. Aveva semplicemente paura che se l'avessi messo senza consapevolezza, quel "velo", che tanto mi piaceva, un giorno non mi sarebbe pi√Ļ andato a genio, dato che lo volevo mettere per emulare lei e per motivi estetici: cio√®, capite che la motivazione era incredibilmente futile. Mi ricordo ancora come and√≤, mia madre disse: "Guarda che se lo metti e lo togli a piacimento √® peggio e fai trasparire solo poca seriet√†. Quindi, aspetta ancora un po' prima di metterlo". Io tutta convinta le dissi:

"No io lo metto e non lo tolgo pi√Ļ! E poi, se tu non me lo fai mettere, pecchi capito?!??!!!!".

Insomma, adesso ci ridiamo sopra a questa buffa risposta, ma quel giorno lo dissi davvero convinta e anche con molta rabbia. Così, finalmente misi il velo e passai tutta l'estate con quello, felicissima!

Ma, la storia non finisce qui, perché piano piano cominciò ad avvicinarsi l'inizio della scuola e nessuno dei miei compagni di classe sapeva della mia decisione (almeno così pensavo, perché io avevo pubblicato una foto su Instagram con l'hijab, che loro ovviamente avevano visto e, quindi, inevitabilmente avevano capito. Ma, nella mia testa, loro non sapevano perché pensavo che la foto fosse troppo "sfocata" per capirlo o addirittura che avessero potuto pensare che l'avessi messo solo per la foto), e neanche gli insegnanti sapevano, quindi iniziavo a sentire un po' di ansia e forse anche un po' di eccitazione, perché l'evento e il dubbio della reazione mi emozionava troppo. Ansia e tutto un mix di emozioni che aumentava man mano si avvicinasse il primo giorno di scuola.

Questo giorno arriv√≤, e io quella mattina tremavo per l'eccitazione; mia madre ovviamente mi accompagn√≤ e cerc√≤ di incoraggiarmi, dicendomi "Tu sei perfetta cos√¨ come sei e andr√† tutto bene, tu li conosci e loro ti conoscono, non avere pauraūü§ć".

Al cancello ci lasciammo e io mi diressi verso le mie amiche, con il cuore che palpitava a mille (ero tipo in tachicardia), e lì le vidi, vennero subito da me e mi dissero

"LO SAPEVO CHE L'AVEVI MESSO, HO VISTO LA FOTO SU INSTAGRAM"

oppure

"SAI CHE CON IL VELO ASSOMIGLI MOLTO A TUA MAMMA",

Mi fecero anche un complimento "TI DONA SAIūü§ć" e io davvero mi calmai tantissimo. Poi andammo verso il cancello e vidi mia mamma (insieme ad una sua amica), che mi sorrideva e salutava. Dovemmo, per√≤, entrare in classe e l√¨ ricominci√≤ di nuovo l'ansia (perch√© gli altri ancora non mi avevano vista) e, quindi, decisi di entrare per ultima, ma appena la mia prof mi vide disse con un sorriso "Vieni cara, entraūü§ć", e questo sorriso dolce non solo mi scald√≤ il cuore, ma mi rilass√≤ anche. E poi il resto della giornata lo passai in piena tranquillit√†, perch√© mi accorsi che, di fatto,

Con il velo o senza, non era cambiato assolutamente niente, io ero sempre la stessa e anche per loro era così.

Adesso, sinceramente, non mi frega niente di cosa pensi la gente a riguardo (perch√© viviamo in una societ√† che ti giudica per qualsiasi scelta tu faccia, soprattutto se a fare certe scelte √® una donna), ma a quell'et√† ero pi√Ļ sensibile riguardo queste questioni sociali e, quindi, all'avvicinarsi dell'inizio della scuola, un po' di paranoie me le ero fatta.

Una volta tornata a casa ero felicissima e raccontai tutto a mamma, la quale aveva già capito tutto quando al cancello mi vide tranquillissima, in mezzo alle mie amiche. Poi scherzando aggiunse:

"Sai che pensavo che lo avresti tolto dietro qualche macchina, data tutta l'ansia che avevi".

Sta cosa mi fece davvero ridere, oltre a farmi sentire proprio una "dura" per non averlo fatto, perché avevo veramente tanta ansia hahah.

Poi mi chiamò papà (che in quei giorni non era a casa) per sapere come fosse andata e gli raccontai tutto (dalla voce intuì fosse molto felice per me). Mio padre non influì mai sulla mia decisione, ricordo solo che mia madre (il giorno in cui volli definitivamente indossare il velo) andò in camera da lui e glielo disse e lui rispose solo con un semplice "Okay". Quando mi vide uscire di casa con l'hijab, mi diede solo un bacio sulla fronte e disse "MashAllah".

Il velo cominci√≤, quindi, a far parte di me, delimitava in tutto e per tutto la mia persona; di conseguenza, per me divenne vitale comprenderne il significato, volevo assaporarne non solo l'estetica (di cui sono tutt'ora innamorata), ma anche il contenuto, che √® la cosa pi√Ļ importante (quello che mia madre voleva farmi capire sin dall'inizio). In pi√Ļ, mi venivano fatte in continuazione domande e io volevo sempre dare la risposta pi√Ļ bella in assoluto (cos√¨ che loro potessero percepire l'amore che io provavo, proprio come io sentivo quello di mamma da piccola).

Mi resi anche conto, per√≤, che a volte non basta dire "Lo faccio solo per Dio", perch√© non tutti riescono a capire questa connessione cos√¨ speciale (in particolare se si √® atei) e, di conseguenza, cominciai a leggere sempre di pi√Ļ; scoprii che dietro l'hijab, (nonostante per alcuni sia solo un pezzo di stoffa) si cela pi√Ļ di una motivazione, ma, del resto, se lo ha scelto Dio stesso per noi donne, allora pu√≤ solo essere il miglior abbigliamento possibile. Quando ne capisci anche la profondit√†, il suo significato, diventa la parte pi√Ļ bella di te, una sorta di

"Questo fa parte di me o meglio QUESTO √ą QUELLO CHE IO SONO".ūü§ć

A tutte le ragazze che vogliono indossare il velo dico solo di fregarsene del giudizio altrui, perché, come ho scritto anche sopra, alle persone non andrà mai bene niente. Dobbiamo smetterla di cercare di renderci perfette agli occhi degli altri, perché "gli altri" sono come noi, persone con infinite fragilità, con infinite idee ed infiniti modi di pensare. Non si può passare la vita ad accontentare tutti.

Dobbiamo, invece, cercare di puntare pi√Ļ in alto, di rendere felice colui che ci ha creato, perch√© √® l'unico che non ci abbandoner√† mai, nel bene e nel male. E, vi assicuro che facendo cos√¨, accontenteremo anche noi stesse.

Per chi, invece, vuole ma non può per svariati motivi, dico solo che bisogna avere pazienza e che Allah sa cosa ci sta nei nostri cuori.

Vuoi metterti in contatto con questa ragazza? Puoo Contattatarla su Instagram ‚ÜíBelkxisa

 

Sei pronta a condividere la tua storia di come hai deciso di indossare il hijab?

La tua testimonianza potrebbe aiutare le ragazze che stanno considerando l'idea di indossare il Hijab, offrendo loro un punto di vista autentico e reale. Inoltre, potrebbero anche promuovere una maggiore comprensione e accettazione all'interno delle nostre comunità e nella società in generale.

Siamo curiose di sentirla, scrivicela ora su whatsapp ---> 331 906 3774 o per email a info@HijabParadise.com

 

La foto allegata a questa storia è astratta e non rappresenta l'autrice della storia. 



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