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La crisi della mente musulmana

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Che cos’è l’essere umano? Che cosa è la mente? che cosa è la Rivelazione divina? Come ripristinare la capacità della mente musulmana di porre le domande del “come” scientifico e sperimentale restando coerenti alla consapevolezza dell’esistenza del Creatore dell’universo”

Introduzione:

Esiste davvero una differenza sostanziale tra, da un lato, la mente di chi attinge dal bacino del secolarismo vede con lenti mutuate altrove e nelle cui vene culturali scorrono correnti filosofiche evolute chiuse nella prova scien-tifica, e dall'altro lato, la mente delle altre persone? La costituzione mentale non è una per tutti gli esseri umani, siano essi intelligenti e acculturati oppure più o meno illetterati? Quanto alla Rivelazione, gli psicologi e gli orientalisti l'hanno discussa e classificata tra i fenomeni patologici paranormali. Non ho messo gli psicologi tra virgolette, essendo un riferimento generale all'inganno della jâhiliya' convinta di possedere una base scientifica per le sue incoerenti divagazioni. Gli uomini e le donne di fede possiedono invece ciò che può guidarli lontano dalle divagazioni della mente secolare sorda e cieca, che si scontra come un pipistrello con la luce della Rivelazione perdendo ancor di più la bussola. I credenti e le credenti hanno a disposizione il Libro di Dio Altissimo, il Creatore dell'essere umano, Colui che ha plasmato le sue facoltà e che guida chi Lui vuole sulla retta via. Da qui comincia la peculiarità della mente credente e la sua differenza sostanziale rispetto alla mente comune a tutti gli esseri umani, rispetto alla mente speculativa, auto-sufficiente, divinizzata, alla mente secolare che organizza gli affari mondani, ed è velata rispetto alla realtà dell'Invisibile (ghayb)", in quanto non si pone in ascolto della Rivelazione e non ne percepisce la luce. Non si trata e riceve da Dio, da una parte, e la na che distingue tra ba mente che crede e riceve da Dio, da una parte, e la mente secolare dalla. tra. Si tratta invece di una distinzione sostanziale, non è una questione di classificazione, per cui la mente secolare, filosofica è al di sopra, o al di sotto, della mente credente in termini di saggezza e intelligenza. E invece una differenza qualitativa. La mente secolare, scientifica, trova ampio spazio nel pensiero e nella considerazione logica per quanto riguarda l'ambito cosmologico. Quando invece tenta di comprendere ciò che sta al di sopra della sua pertinenza, essa si perde negli oceani della filosofia, delle ipotesi e delle speculazioni. A meno che questa mente non venga soccorsa dalla misericordia divina che la salvi dal suo sbandamento e la riporti alla soglia della fitra (la condizione naturale)'°, dove l'uomo illetterato, rimasto nella sua fitra intatta e incontaminata dai genitori e dalla società, si trova sullo stesso piano del filosofo tornato dai suoi vagabondaggi mentali e dalle sue speculazioni. La soglia della fitra è, molto semplicemente, la necessità per ogni creatura di un creatore. Un'intuizione primaria della mente umana che la filosofia demolisce e poi scarica nel mucchio delle supposizioni, in questo modo la mente secolare, afflitta dalla cecità intuitiva, è pronta ad accettare stupidamente l'idea di essersi creata da sé.Darwin, il grande filosofo, sviluppò la sua teoria e costrui il suo dogma visitando le isole Galapagos, dove fu allievo di una natura rimasta isolata dal continente per milioni di anni, e che aveva sviluppato per sé un proprio modello di vita che manteneva la sua fauna e la sua flora; "ha sviluppato per sẽ" secondo la sua presunzione e la sua cecità. La lucertola terrestre si è evoluta, in diverse ere, dotandosi di un paio di polmoni ampi per potersi immergere nel mare e nutrirsi di piante marine quando le piante terrestri scarseggiavano. Nel corso di lunghe ere, la tartaruga gigante, la signora delle Galapagos, ha sviluppato uno stile di vita e mezzi di sussistenza che si adattavano al suo ambiente naturale. La tartaruga ha dato il nome alle isole: Galapago in spagnolo significa, appunto, tartaruga. Che cosa aveva fatto di sé stesso questo astuto animale? Nel corso delle ere, ha sviluppato per sé un lungo collo per raggiungere i rami delle piante che di solito sono lontani dalle tartarughe. Darwin si mise sul dorso della tartaruga, la sua istruttrice, e gli si svelò la dottrina evoluzionista, che presentò successivamente al mondo. Indagando poi i continenti, le loro pianure e le loro montagne, i loro deserti e le loro regioni fertili, ha osservato che la legge dell'evoluzione è comune alla natu-ra: che si costruisce da sola, sviluppa per i suoi membri arti e organi che si adattano all'ambiente in continua evoluzione. Questo si applica alle lucertole e alle tartarughe delle Galapagos, agli insetti del deserto e alle balene dell'oceano. Ciò si applica anche alla scimmia, che si è evoluta gradualmente fino ad ergersi in piedi. Utilizzò gli strumenti di pietra e sviluppò la sua mente, ampliò il cranio, aumentò il peso del cervello, la sua intelligenza crebbe notevolmente, si tolse il pelo, raddrizzò il naso, drizzò il corpo, pronunciò le parole con i grugniti dopo i gesti, poi utilizzando una lingua e in seguito più lingue, e infine sviluppò le scienze e la filosofia. In questo modo la mente secolare filosofeggiante gira in un circolo chiu-so, avendo tappato ogni finestra e ostruito ogni canale, accecato i suoi occhi e tappato le sue orecchie all'ascolto della Rivelazione.

 

di Abdessalam Yassine

(traduzione di Brahim Baya)

116 pagine

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